Associazione Promozione Sociale Benevento


mar 02-02-2021 16:15:17 n.25, di redazione

"La città dei vivi" di Nicola Lagioia

Le recensioni dei lettori, oggi il pensiero di Angelo Miraglia

Posso fare una necessaria premessa: è un libro scomodo e molto duro ma, secondo me, necessario per comprendere la realtà che ci circonda.
Lo scrittore vive questa storia in maniera quasi totalizzante, prendendo per mano il lettore e conducendolo nelle strade di Roma, nei vicoli, nelle contrade più lontane dal centro e dove, dopo tanti anni, sembra di scorgere ogni tanto personaggi pasoliniani immersi nella vita grama e senza speranza ed in cui l'apparenza vale più della sostanza.
A differenza però della epopea pasoliniana quella che Lagioia evidenzia è una gioventù annebbiata dalla droga e dalla ricerca di un piacere edonistico e fine a se stesso.
L'autore descrive in parallelo un omicidio efferato e una città dolente e morente come è Roma adesso; un parallelo particolarmente calzante ed in cui balza agli occhi che gli unici servizi che funzionano sono i "fattorini " che consegnano dosi e dosi di droga a tutte le ore ed in ogni posto della città.
Un delitto commesso da due uomini (l'autore non vuole che, come spesso capita, si indichi il termine ragazzo nel caso di persone che hanno trenta e più anni) nei confronti di un uomo poco più piccolo che ha il torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il ritmo incalzante del racconto, interpuntato da una storia parallela di un pedofilo olandese " in gita" a Roma, raccoglie elementi in ogni direzione per permetterci di capire l'abisso che può pararsi davanti a vite all'apparenza piene e soddisfacenti in famiglie all'apparenza ordinarie ed in ambienti all'apparenza tranquilli.
Ecco, se una risposta può venire dalla lettura di questo libro potente e dettagliato, è proprio nella presenza di questa "morte civile" che aleggia nella città dei vivi.

 

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